Celiachia: primi sintomi, diagnosi e trattamento

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La celiachia è senz’altro una delle patologie che più preoccupa un genitore. Riconosciuta dall’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) come una patologia cronica (poiché le persone ne sono geneticamente predisposte), si caratterizza con una reazione infiammatoria della mucosa dell’intestino, dopo aver ingerito alimenti contenenti glutine. La patologia colpisce circa il 2% della popolazione e, se non trattata, aumenta il rischio di problemi di concepimento, aborti spontanei e ritardi nella crescita. Quindi, una diagnosi precoce e una corretta alimentazione sono essenziali (poiché l’alimentazione è l’unico rimedio).
Al giorno d’oggi si assiste all’aumento di nuovi casi; ma possiamo dire che ciò potrebbe essere dovuto ad una sensibilità maggiore di questa condizione e al fatto che un sempre più alto numero di persone presta attenzione ai sintomi.

CELIACHIA E GRAVIDANZA
Le donne celiache devono seguire durante la gravidanza un’alimentazione equilibrata (la dieta priva di glutine non ha alcun effetto negativo). È consigliabile, inoltre, il supporto di un nutrizionista che potrebbe evitare carenze o problemi alimentari sia per la mamma che per il bambino.

ALLATTAMENTO
Secondo le ultime ricerche, una mamma celiaca non ha alcuna ragione di rinunciare all’allattamento al seno. Questo, infatti, permette al piccolo di sviluppare il suo sistema immunitario e addirittura, se la mamma allatta il più a lungo possibile o quanto meno fino all’inizio dello svezzamento, gli garantisce una solida protezione dalle infezioni respiratorie, gastrointestinali e dalle allergie. Con lo svezzamento avviene l’introduzione graduale del glutine (ciononostante bisogna ricordarsi di non introdurre i cereali prima dei quattro mesi di vita).

PRIMI SINTOMI
I primi sintomi della celiachia si presentano, dopo l’introduzione del glutine nell’alimentazione, già nei bambini tra i 6 mesi ed i 12 anni di vita. Questi sono: scarsa crescita, diarrea persistente, gonfiore e dolore addominale, debolezza, inappetenza ed irritabilità. È possibile che si sviluppi una reazione che colpisca anche altri organi poiché i bambini possono sviluppare anche eruzioni cutanee, problemi al cuoio capelluto o allo smalto dentario e alla tiroide.

DIAGNOSI
Può essere, dunque, utile una visita dal pediatra. La diagnosi è un procedimento lungo e aspettare può solo portare altri problemi. È possibile, ottenere il responso, attraverso un semplice prelievo di sangue che valuta il livello degli anticorpi anti-transglutaminasi IgA e gli EMA. Il livello di questi anticorpi è generalmente elevato nelle persone con celiachia, ma non aumenta quasi mai nelle persone senza celiachia. È necessario, inoltre, effettuare gli esami prima di eliminare il glutine dalla dieta poiché eseguirli quando già si segue la dieta senza glutine altererebbe i risultati.

TRATTAMENTO
L’unico trattamento alla celiachia è la dieta senza glutine ma deve essere seguita in modo rigoroso per tutta la vita o potrebbe avvenire un peggioramento della patologia. Anche la mensa scolastica, una volta informata della patologia, deve garantire pasti senza glutine ai bambini intolleranti: per poter fare ciò, gli operatori della mensa devono essere informati e formati a dovere (anche gli ambienti e le attrezzature delle cucine devono essere idonee alla preparazione dei pasti per i celiaci senza rischio di contaminazioni).

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